Lou Gotha

Il Tennista della Via Pall all'ombra della cortina di ferro.

Lukacs, o Lou secondo il vezzeggiativo anglofono (usato dalla madre e in seguito dalla moglie), Gotha, tennista di nazionalità ungherese, nasce a Budapest nella famosa Via Paal il 25 gennaio 1938 da madre statunitense e padre ungherese ed è proprio in questa via che gioca le sue prime volee.
Nel 1951 firma le sue prime imprese tennistiche che diventano, per la sua precocità, in breve, tempo famose in tutta l'Ungheria.

Col passare degli anni all’attività di giocatore di tennis dalle formidabili doti tecniche, tattiche e correttezza affianca quella di taglialegna nelle segherie statali, ma le sue imprese vengono ritenute dal regime comunista troppo scomode (il tennis era considerato uno sport aristocratico che esaltava l'individualismo contro gli ideali comunisti) cosi vengono dapprima attaccate dalla stampa, quindi progressivamente ignorate. E’ proprio in quegli anni che Lukacs acquisisce consapevolezza delle evidenti distorsioni del regime e matura la sua coscienza politica anti-totalitaria.

Nel 1967 conosce l’attrice di teatro tedesca Erika Vlady che sposa l’anno seguente. Vince oltre 500 tornei nazionali negli anni 60; incide il suo nome sull'albo d'oro di tutti i tornei ungheresi ma non viene mai conosciuto all’estero.

Al termine dell'ennesimo campionato vinto, nel 1968 in Bupapest, durante la cerimonia ufficiale di premiazione, si perdono le sue tracce. lo ritroviamo quattro anni più tardi in Canada... quando dai giornali, si apprende che un tennista apolide ungherese ha acquisito la cittadinanza per meriti sportivi, essendosi distinto per le nuove metodologie d'allenamento nella Scuola Nationelle du Tennis Canadian. Era Lou! Nei circoli tennistici canadesi attraverso il passa parola di amici, si inizia a vociferare delle vicissitudini di Lou: Il suo ultimo match disputato e vinto in patria lo vedeva avversario di Szilveszter Kadar, nipote dell'allora dittatore Janos Kadar.

Quella però fu l’ultima partita di Gotha, un mese più tardi, infatti, si sparge in Ungheria la notizia che Lou Gotha era stato operato di urgenza per un trombosi al braccio destro.

Successivamente però si diffuse un’altra versione della storia: Qualche giorno dopo la finale, dalla vicina Austria arriva un regalo inatteso, un prototipo di una racchetta avveniristica per l'epoca. Evidentemente si trattava di un facoltoso tifoso austriaco, qualcuno sospetta che si trattasse dello stesso Josef Klaus, il cancelliere austriaco dell'epoca, noto appassionato di tennis, che voleva ringraziare il tennista per aveva rovinato la festa al dittatore. Comunque sia, la storia narra che la racchetta diventò oggetto di contesa fra Gotha e uno dei figli di Kadar, che punì il rifiuto del tennista a consegnargli la racchetta facendogli spezzare la mano dai suoi sgherri dell'AVH, la polizia politica ungherese.

Gotha diventa il tennista più popolare del paese malgrado di lui non sia mai stato pubblicato, in patria e all'estero, nemmeno un articolo e un’immagine (sapientemente censurate dall'AVH e dalla stessa STASI), la sua leggenda viene ascritta di diritto nella mitologia anti-regime, in quell'humus sotterraneo di controresistenza al blocco sovietico che sfocerà poi nel crollo del muro di Berlino e di tutti gli stati totalitari filo-sovietici.

Un infarto lo stronca nella notte del 25 luglio 1980. In Ungheria la notizia viene taciuta dalla stampa ufficiale, ma il grido "Lou meghalt! (Lou è morto!) " rimbalza nelle metropolitane e nelle strade di Budapest. Quasi un milione di persone seguono il suo funerale.